match day

Cosa pubblicare prima di una partita: la scaletta del pre

Il pre-partita non è un post, è un racconto che si costruisce ora per ora. Come si sale di intensità dal giorno prima al fischio d'inizio, e perché la formazione va pubblicata esattamente un'ora prima del fischio d'inizio.

Lorenzo e Luca· 6 min di lettura· 5 agosto 2026
In sintesi
  • I giorni prima servono a costruire attesa, non a riempire il vuoto. Se pubblichi solo perché è da un po' che non pubblichi, si vede.
  • Racconta l'avversario, il contesto, cosa c'è in palio. Il contenuto che dà da parlare vale più di quello che informa.
  • Sali di intensità avvicinandoti alla gara. Il ritmo è parte del racconto.
  • La formazione a sessanta minuti esatti dal fischio d'inizio, con la grafica già pronta prima dei nomi.

La partita comincia alle tre del pomeriggio. La tua giornata è iniziata molto prima.

È la differenza fra un club che pubblica una grafica alle due e cinquantotto e uno che ha costruito attesa per ventiquattro ore. Il primo informa. Il secondo fa arrivare la gente alla partita già accesa.

Il pre-partita non è un post. È un racconto che costruisci ora per ora.

Il giorno prima: parla dell'avversario

Il primo contenuto vero esce il giorno prima, o al massimo la mattina stessa, e riguarda chi affronti.

E qui il primo errore da evitare: non il banale "sabato giochiamo contro il Verona". Quello è un avviso, non un contenuto. Serve qualcosa che dia da pensare: un dato, un precedente storico, una curiosità, un numero che nessuno si aspetta.

Perché funziona: dai ai tifosi qualcosa di cui parlare nelle ventiquattro ore in cui non succede nulla. E la conversazione fra tifosi è il carburante di tutto il resto.

La mattina: il match day

La mattina della partita esce il contenuto match day. Può essere una grafica con data e logo dell'avversario, un video breve, una frase che carica. Il tono sale: si deve sentire che il momento si avvicina.

Alcune squadre usano questo spazio per attivare la community: "chi viene allo stadio?", "voi dove la guardate?". È coinvolgimento facile, e lo sappiamo tutti. Ma funziona, quindi usalo.

Una nota che vale più di quanto sembri: quella grafica non la disegni la mattina stessa. È uno dei modelli preparati a inizio stagione. La mattina cambi i dati e pubblichi. Se stai scegliendo un font alle nove di domenica, il problema non è la domenica: è settembre.

Un'ora prima: la formazione

Per quasi tutti i club questo è il contenuto con più interazioni di tutta la settimana.

E la regola è una sola, precisa: esattamente sessanta minuti prima del fischio d'inizio. Non due ore, non venti minuti. Un'ora.

Non è pignoleria. È il momento in cui il tifoso apre il telefono apposta per sapere chi gioca: se arrivi dopo lo ha già letto altrove, se arrivi troppo presto la notizia si raffredda e nel frattempo può ancora cambiare qualcosa. Quella finestra è stretta e va rispettata.

Il che significa una cosa sola dal punto di vista operativo: la grafica deve essere già pronta prima ancora di conoscere i nomi. Quando arriva la distinta cambi solo quelli e sei online in trenta secondi. Se a quel punto stai ancora costruendo il file, l'orario giusto lo hai già mancato.

L'ultima ora: le storie

Nell'ultima ora prima del fischio lo spazio è tutto per l'atmosfera: l'arrivo allo stadio, il riscaldamento, la curva che si riempie, una clip dallo spogliatoio.

Questi contenuti rendono nelle storie, non nel feed. Sono immediati, veri, non costruiti, ed è esattamente per questo che funzionano: fanno sentire parte di qualcosa anche chi allo stadio non c'è. Che poi è la maggioranza delle persone che ti seguono.

Il caso Wrexham, letto per bene

Nel novembre 2020 Ryan Reynolds e Rob McElhenney comprano il Wrexham, allora in quinta divisione inglese. Quello che succede dopo è noto, e i numeri arrivano da un'analisi pubblicata nel 2023: il seguito su Twitter cresce di oltre il 1.000%, Instagram di oltre il 3.000%, e TikTok, che al momento dell'acquisizione non esisteva nemmeno, arriva a 1,4 milioni di follower. Più di cinque squadre di Premier League.

A questo punto la reazione naturale è: bello, ma io non ho Ryan Reynolds.

Giusto. Ma se guardi i numeri con attenzione, ce n'è uno che non dipende da Hollywood. Sempre dalla stessa analisi (stagione 2022/23): nella stagione 22/23 il club ha pubblicato quasi 6.000 contenuti, una media di 19,5 al giorno su tutti i canali.

Quella è disciplina, non celebrità. Nessun documentario ti costringe a pubblicare venti volte al giorno con un piano dietro. È una scelta organizzativa, ed è replicabile in scala: se il Wrexham ne fa venti, il tuo club di Serie D può farne tre, ma tutti i giorni e con una logica.

C'è un secondo dato nella stessa analisi che vale la pena guardare, perché è il più onesto di tutti. Un'analisi sui contenuti del club ha rilevato che fra gennaio e luglio l'aumento del numero di pubblicazioni non ha prodotto un aumento proporzionale né nel coinvolgimento né nel valore generato.

Tradotto: pubblicare di più non basta. Oltre una certa soglia serve pubblicare meglio, sui canali giusti. La stessa analisi mostra che Instagram genera il 59% del valore con il 36% dei contenuti, mentre X riceve il 35% delle pubblicazioni e produce lo 0,9% del coinvolgimento.

Un terzo dei lavoro finiva su un canale che rendeva quasi niente. Succede anche ai club che stanno andando benissimo.


Da leggere anche

Cosa portarti a casa

  1. I giorni prima servono a costruire attesa, non a riempire il vuoto. Se pubblichi solo perché è da un po' che non pubblichi, si vede.
  2. Racconta l'avversario, il contesto, cosa c'è in palio. Il contenuto che dà da parlare vale più di quello che informa.
  3. Sali di intensità avvicinandoti alla gara. Il ritmo è parte del racconto.
  4. La formazione a sessanta minuti esatti dal fischio d'inizio, con la grafica già pronta prima dei nomi.

E la regola sotto a tutte: il pre-partita non è il momento di improvvisare, è il momento di eseguire. Se sei organizzato ti concentri sulla qualità. Se non lo sei, passi la giornata a rincorrere il tempo, e si vede.

Un avvicinamento fatto bene fa arrivare la gente alla partita già accesa.

Il collo di bottiglia è sempre lo stesso

Rileggendo questa scaletta, quasi ogni passaggio dipende da una cosa sola: avere i modelli grafici pronti prima che la stagione cominci.

Il contenuto sull'avversario, il match day, la formazione: sono tutti modelli preparati prima. Se ce li hai, la domenica esegui. Se non ce li hai, nessuna scaletta ti salva, perché passerai il tempo a costruire invece che a raccontare.


Il presupposto di tutto questo

Rileggendo la scaletta, ogni passaggio dipende da una cosa: arrivare alla domenica con i modelli già pronti.

Se ogni settimana ricostruite la formazione da zero, nessun orario vi salva. E costruire modelli che reggano non si impara guardando il risultato finito: si impara vedendo com'è fatto dentro un file che funziona.

Per questo abbiamo aperto i file originali delle grafiche match day che abbiamo prodotto per Paulo Dybala, quelle uscite davvero sulle sue storie nei giorni di partita. Sono dieci file PSD completi, con tutti i livelli separati e nominati: non template da riempire, ma lavori veri da aprire e smontare livello per livello per capire come sono costruiti, come sono trattate le luci e le ombre, come è impostata la gerarchia. È il modo più veloce per imparare che conosciamo, perché con un template scaricato da internet non puoi farlo: dentro non c'è nessun ragionamento.

Se vuoi andare a fondo

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10 dei PSD Matchday che abbiamo progettato per Paulo Dybala, quelli che il giocatore ha pubblicato nelle sue storie il giorno della partita. File veri, a livelli separati e in alta qualità, pronti da smontare e adattare o da utilizzare a scopo didattico.

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