match day

Le formazioni ufficiali: il contenuto più visto e più sbagliato

È il post con più interazioni della settimana per quasi tutti i club, ed è anche quello dove si sbagliano più cose: orario, leggibilità, preparazione. Come si fa bene.

Lorenzo e Luca· 6 min di lettura· 18 agosto 2026
In sintesi
  • Esattamente sessanta minuti prima. Non è una preferenza, è il momento in cui il tifoso la cerca.
  • Il modello va costruito a giugno, quando hai tempo, non un'ora prima della partita.
  • La leggibilità viene prima dell'estetica: il campo disegnato non deve rubare spazio ai nomi.
  • Adatta il formato al canale, non ripubblicare la stessa immagine ovunque.

Se guardi le statistiche di un club per una stagione intera, c'è un contenuto che compare sempre in cima: la formazione ufficiale.

Non è il video più curato né la grafica più bella. È quello che il tifoso apre il telefono apposta per vedere.

Ed è anche quello dove si sbagliano più cose, perché lo si dà per scontato.

L'orario non è un dettaglio, è il contenuto

La regola è una sola e non ha margini: esattamente un'ora prima del fischio d'inizio.

Né prima né dopo, e il motivo è meccanico. Un'ora prima è il momento in cui la distinta è ufficiale e il tifoso comincia a cercarla. Se arrivi dopo, l'ha già letta su un sito di notizie e il tuo post diventa una conferma invece che un'informazione. Se arrivi troppo presto rischi variazioni e intanto la notizia si raffredda.

Chi tratta la formazione come "la pubblico quando l'ho pronta" perde ogni settimana il contenuto che rende di più.

Non è una preferenza nostra: è lo standard del settore

La regola dei sessanta minuti non ce la siamo inventata noi. È la prassi consolidata, e vale la pena saperlo per difenderla quando qualcuno in società propone di anticipare o posticipare.

Come riporta Goal.com in una scheda dedicata proprio a questa domanda: "Di base, le società annunciano sui propri canali social le formazioni ufficiali un'ora prima della partita", e "mediamente le due formazioni ufficiali e le scelte dei tecnici arrivano a 60 minuti di distanza dall'avvio del match".

La stessa fonte segnala che non è un orario imposto da un regolamento: può capitare che arrivi mezz'ora prima o un'ora e mezza prima, e dipende da società a società.

È esattamente il motivo per cui conviene rispettarlo. Se il tifoso ha imparato che a sessanta minuti dal fischio le formazioni escono, quello è il momento in cui apre il telefono. Chi arriva a trenta minuti trova un pubblico che ha già letto la notizia altrove.

La finestra cambia nelle coppe europee

Un dettaglio che chi gioca in Europa scopre spesso sul momento.

Sempre secondo Goal.com, nelle competizioni UEFA le formazioni ufficiali vengono annunciate dalla UEFA stessa circa 75 minuti prima del fischio d'inizio, quindi prima delle società. Lo stesso vale per le partite delle nazionali.

La conseguenza pratica è netta: in Europa non potete essere i primi a dare la notizia. Se pubblicate a sessanta minuti come in campionato, arrivate un quarto d'ora dopo che la notizia è già uscita.

Chi gioca le coppe farebbe bene a preparare il modello e a essere pronto a pubblicare appena la UEFA comunica, non secondo l'orologio del campionato.

Come si arriva puntuali

Il trucco è che la grafica dev'essere pronta prima ancora di sapere i nomi.

Il modello si costruisce a inizio stagione: sfondo, disposizione, spazi per gli undici, logo, avversario, data. Quando arriva la distinta cambi solo i nomi e sei online in trenta secondi.

Chi invece apre il programma un'ora prima e comincia a impaginare arriva sempre in ritardo, e sotto pressione fa errori che restano pubblicati.

I tre errori di leggibilità

Nomi troppo piccoli. La grafica viene guardata su uno schermo di sei pollici, spesso mentre si cammina. Se un nome non si legge a colpo d'occhio, la grafica ha fallito il suo unico compito.

Contrasto insufficiente. Testo chiaro su foto chiara, o scritte che finiscono sopra una zona rumorosa dell'immagine. Succede quando si progetta guardando l'immagine ferma e grande sul monitor.

Il modulo che occupa tutto e i nomi che avanzano. Il campo disegnato è bello, ma se toglie spazio ai nomi ha invertito le priorità: quello che la gente cerca sono i giocatori, non il rettangolo verde.

Un metodo brutale per verificare: guarda la grafica sul telefono a mezzo metro di distanza, per due secondi. Se non hai letto i nomi, rifalla.

Non solo Instagram

La formazione va bene ovunque, ma non nello stesso modo.

Su Instagram funziona come post nel feed, perché è un contenuto che la gente salva e a cui torna. Su Facebook, dove il pubblico è spesso più adulto e il consumo diverso, vale la pena metterla come post con anche i nomi scritti nel testo, perché lì si legge di più. Nelle storie conviene una versione verticale con i nomi più grandi.

È lo stesso principio che vale per tutta la giornata: lo stesso contenuto, formati diversi a seconda di dove va.

Il valore nascosto: è il tuo biglietto da visita settimanale

C'è una ragione in più per curarla, che non riguarda le interazioni.

La formazione è il contenuto che viene visto da più persone esterne al club: giornalisti locali, tifosi avversari, gente che cerca il risultato. Per molti di loro è l'unico contenuto vostro che vedranno tutta la settimana.

Se è fatta bene, il club sembra organizzato. Se è approssimativa, quella è l'impressione che resta, e non ci sarà nessun altro contenuto a correggerla.

Cosa preparare oltre alla formazione

Nello stesso pacchetto, a inizio stagione, conviene preparare anche:

  • La panchina, se la pubblichi separatamente
  • I cambi, con lo stesso stile
  • La formazione avversaria, che alcuni club pubblicano e che dà completezza
  • La versione per le storie, verticale

Sono varianti dello stesso modello, non lavori nuovi. Farle insieme costa un'ora in più a giugno e ti risparmia decisioni per otto mesi.

Un'ora prima, nomi leggibili a due secondi di distanza, modello già pronto. Tre regole, e il contenuto più importante della settimana smette di essere un problema.


Da leggere anche

Cosa portarti a casa

  1. Esattamente sessanta minuti prima. Non è una preferenza, è il momento in cui il tifoso la cerca.
  2. Il modello va costruito a giugno, quando hai tempo, non un'ora prima della partita.
  3. La leggibilità viene prima dell'estetica: il campo disegnato non deve rubare spazio ai nomi.
  4. Adatta il formato al canale, non ripubblicare la stessa immagine ovunque.

Il presupposto di tutto questo

Rileggendo la scaletta, ogni passaggio dipende da una cosa: arrivare alla domenica con i modelli già pronti.

Se ogni settimana ricostruite la formazione da zero, nessun orario vi salva. E costruire modelli che reggano non si impara guardando il risultato finito: si impara vedendo com'è fatto dentro un file che funziona.

Per questo abbiamo aperto i file originali delle grafiche match day che abbiamo prodotto per Paulo Dybala, quelle uscite davvero sulle sue storie nei giorni di partita. Sono dieci file PSD completi, con tutti i livelli separati e nominati: non template da riempire, ma lavori veri da aprire e smontare livello per livello per capire come sono costruiti, come sono trattate le luci e le ombre, come è impostata la gerarchia. È il modo più veloce per imparare che conosciamo, perché con un template scaricato da internet non puoi farlo: dentro non c'è nessun ragionamento.

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