Com'è organizzato l'ufficio comunicazione di un club
Chi decide cosa si pubblica, chi approva, chi risponde ai giornalisti. Capire l'organigramma è la competenza che distingue chi sa lavorare in un club da chi sa solo fare contenuti.
- Capire l'organigramma è una competenza, e i club la valutano più del talento tecnico.
- I reparti sono piccoli anche nei club grandi: chi sa fare più cose vale di più.
- Chiedi subito chi approva cosa, prima di trovarti a doverlo indovinare.
- L'ufficio stampa è un alleato: tenerlo informato ti protegge.
- Le richieste dei giornalisti si girano sempre, mai gestite in autonomia.
C'è una competenza che i club valutano più della bravura tecnica, e che quasi nessuno insegna: capire come funziona una società dentro.
Chi decide cosa si può dire. Chi va avvisato prima di pubblicare. Chi risponde a un giornalista che chiama. Chi ha l'ultima parola quando c'è un dubbio.
Un grafico bravissimo che non conosce questi meccanismi crea problemi. Uno normale che li conosce diventa indispensabile.
I ruoli che di solito esistono
Le dimensioni cambiano tutto, ma le funzioni sono quasi sempre queste, concentrate su poche persone nei club piccoli e separate nei grandi.
L'addetto stampa o responsabile della comunicazione. È il punto di contatto con i giornalisti, scrive i comunicati, organizza le conferenze, e di solito ha l'ultima parola su cosa esce.
Il responsabile digitale o social. Cura i canali, il piano editoriale, la produzione dei contenuti. Nei club piccoli è la stessa persona di sopra.
Chi produce: fotografo, video maker, grafico. Nei club di categoria spesso è una persona sola, o un collaboratore esterno.
Il marketing, che gestisce sponsor, merchandising, biglietteria. Ha esigenze diverse dalla comunicazione e a volte in tensione con essa.
La dirigenza, che interviene su questioni sensibili: mercato, rapporti istituzionali, crisi.
Il dato che sorprende: sono pochi
Chi immagina i club di Serie A pensa a reparti grandi. La realtà è diversa.
In un'intervista al Sole 24 Ore (2018), Paul Rogers, allora responsabile digitale dell'AS Roma, descriveva così il proprio: "A differenza di molti club, non abbiamo uno staff dedicato ai social media a tempo pieno. Non abbiamo persone il cui unico lavoro è produrre contenuti social. Abbiamo un team digitale, quattro giornalisti multimediali a Roma e due a Boston, che hanno il compito di gestire tutte le nostre piattaforme digitali italiane e inglesi."
Sei persone per un club che allora contava 14,1 milioni di follower, e senza agenzie creative, a differenza di altre società italiane.
Due conseguenze pratiche: i posti sono pochi, e in reparti così nessuno fa una cosa sola.
Chi approva cosa
È la domanda più importante da fare il primo giorno, e quasi nessuno la fa.
Le zone tipiche:
Non serve approvazione per i contenuti ordinari: allenamenti, grafiche di routine, dietro le quinte, contenuti d'archivio.
Serve per tutto ciò che riguarda mercato, infortuni, dichiarazioni ufficiali, questioni societarie, rapporti con altri club.
Serve sempre nei momenti di tensione, anche per i contenuti che normalmente uscirebbero da soli.
Se questa mappa non è chiara, prima o poi si pubblica qualcosa che non doveva uscire. E la responsabilità ricade su chi ha premuto il pulsante, non su chi non ha spiegato.
Come si lavora con l'ufficio stampa
È il rapporto che determina la qualità della vita professionale di chi fa i social in un club.
Sono alleati, non concorrenti. L'addetto stampa ha accesso a informazioni che tu non hai e sa cosa non si può dire. Tenerlo informato ti evita disastri.
Le notizie escono prima dal canale ufficiale. Un annuncio importante non si anticipa in storia perché è pronto: si aspetta il comunicato.
Le richieste dei giornalisti non si gestiscono da soli. Se un cronista chiede una foto, un'intervista o un'informazione, si gira a chi di dovere. Sempre, anche quando sembra una richiesta innocua.
Le domande da fare il primo giorno
Se entri in un club, queste cinque risposte valgono più di un mese di lavoro:
- Chi approva i contenuti e in quali casi serve chiedere
- Chi avvisare quando succede qualcosa fuori orario
- Cosa non si commenta mai (di solito arbitri e questioni societarie)
- Chi risponde ai giornalisti e come si gira una richiesta
- Cosa è successo l'ultima volta che c'è stato un problema, che è il modo più veloce per capire la cultura di quella società

Da leggere anche
- Quanto guadagna chi gestisce i social di un club di calcio
- Il primo giorno in un club nuovo: cosa fare e cosa chiedere
- Dilettanti, Serie C, Serie A: cosa cambia davvero nel lavoro
Cosa portarti a casa
- Capire l'organigramma è una competenza, e i club la valutano più del talento tecnico.
- I reparti sono piccoli anche nei club grandi: chi sa fare più cose vale di più.
- Chiedi subito chi approva cosa, prima di trovarti a doverlo indovinare.
- L'ufficio stampa è un alleato: tenerlo informato ti protegge.
- Le richieste dei giornalisti si girano sempre, mai gestite in autonomia.
Se questo mestiere vi interessa davvero
Quello che avete letto qui viene da come lavoriamo ogni settimana, per club di Serie A e per Paulo Dybala.
Se volete il quadro completo, l'abbiamo messo in il videocorso Digital Football Masterclass: ventun puntate in cui smontiamo il mestiere per intero, dalla costruzione del coordinato grafico a giugno fino alla gestione dei momenti difficili, passando per la scaletta del giorno della partita, il metodo di lavoro settimanale e la crescita dei canali. Dentro ci sono anche le voci di chi questo lavoro lo fa dentro i club: Giacomo Cosua (SSC Napoli), Mario De Lillo (AS Roma), Marco Sirchia (Palermo FC) e Nicolò Pagliettini (Virtus Entella), perché non esiste un solo modo di farlo e sentirne quattro diversi vale più di sentirne uno solo.
Videocorso DFM
Guarda com'è fatto · 97€Nessun abbonamento. Lo paghi una volta e resta tuo.
Ti scriviamo quando ne esce uno nuovo
Un articolo ogni tanto, niente altro. Ti togli quando vuoi.