match day

Come si sta a bordo campo senza intralciare nessuno

Le regole non scritte che decidono se ti fanno tornare la settimana dopo. Dove ci si mette, cosa non si fa mai, e come si guadagna l'accesso che nessuno ti darà per contratto.

Lorenzo e Luca· 6 min di lettura· 25 agosto 2026
In sintesi
  • Sei l'ultima priorità del campo, e accettarlo è la prima competenza.
  • Nel dubbio, sta dove stanno i fotografi delle agenzie.
  • Mai esultare, mai flash, mai intralciare un sanitario.
  • L'accesso si guadagna essendo impercettibili, non chiedendo.
  • Non pubblicare tutto quello che hai: è quello che ti fa tornare.

C'è una competenza che nessun corso insegna e che i club valutano più di qualsiasi portfolio: sapere stare a bordo campo.

Non è una metafora. È la capacità fisica di essere in mezzo a una partita di calcio professionistica facendo il proprio lavoro senza che nessuno si accorga di te.

Chi ce l'ha viene richiamato. Chi non ce l'ha, dopo tre partite smette di ricevere il pass.

Il principio che regge tutto

Tu sei l'ultima priorità del campo.

Prima vengono i giocatori, gli arbitri, i sanitari, i raccattapalle, la sicurezza, i fotografi accreditati delle agenzie. Poi tu.

Non è una svalutazione del tuo lavoro: è la gerarchia reale di quel contesto, e chi la accetta lavora meglio. Chi invece si comporta come se il proprio contenuto valesse quanto la partita crea attrito e viene allontanato.

Dove ci si mette

Le regole precise cambiano da stadio a stadio e vanno chieste al delegato di campo prima di ogni partita. Ma ci sono costanti:

Dietro la linea di fondo, nelle zone segnate, mai dentro il rettangolo di gioco né sulle linee laterali durante l'azione.

Mai davanti alle panchine. Sembra ovvio, e infatti è l'errore che fa chi è alla prima volta perché lì la visuale è ottima.

Mai fra un allenatore e il campo. Anche solo per due secondi.

Lontano dal quarto uomo e dalla zona in cui entrano i cambi.

Se hai un dubbio, la regola pratica è: guarda dove stanno i fotografi delle agenzie e stai dove stanno loro. Loro quelle regole le conoscono da anni.

Le distanze sono scritte in un regolamento

Quello che di solito si impara guardando gli altri, in realtà è normato con precisione, e vale la pena conoscerlo.

Il Regolamento Fotografi della Lega Serie B, che richiama le disposizioni della FIGC (art. 1 dell'allegato A del Comunicato Ufficiale 134/A del 16 dicembre 2019), stabilisce che i fotografi accreditati:

  • possono posizionarsi solo nel recinto di gioco, non in altre aree dell'impianto;
  • devono occupare rigorosamente le postazioni assegnate, collocate "a non meno di 3,5 metri dalle linee di porta e a 2,5 metri dalle linee laterali", e sempre dietro gli ostacoli fissi;
  • possono stare sul lato opposto alle panchine solo previo assenso della società organizzatrice.

Tre metri e mezzo e due e mezzo. Non è un'indicazione di buon senso: è una misura.

C'è poi un vincolo che sorprende chi arriva da categorie inferiori: ciascuna società può accreditare un solo fotografo ufficiale, e ai fotografi non ufficiali le zone di movimento sono in genere limitate al lato corto dietro la porta, con spostamenti consentiti solo prima della gara o all'intervallo.

L'accredito si può revocare, e succede

Non è una minaccia teorica.

Il regolamento di accesso allo stadio pubblicato dalla SPAL, che richiama quello di Lega, lo dice esplicitamente: "l'accredito al singolo evento gara potrà essere revocato nel corso della stagione in caso di condotta non idonea e non conforme alle indicazioni della medesima Lega", sia su indicazione del Delegato di Lega sia su indicazione della società stessa.

E nel regolamento di Lega Serie A si legge che le società "conservano in ogni caso il diritto di rifiutarsi, in presenza di giustificati motivi anche riferiti a comportamenti non consoni tenuti dal fotografo, di rilasciare l'Accredito".

Tradotto: l'accredito non è un diritto acquisito, è un permesso rinnovabile e revocabile. È esattamente il punto di questo articolo, ed è scritto nero su bianco.

Le cose che non si fanno mai

Non si esulta. Anche se sei tifoso. Sei lì come operatore, e un'esultanza a bordo campo può costarti l'accredito e mettere in imbarazzo il club.

Non si parla con i giocatori durante la partita. Nemmeno per una battuta, nemmeno se lo conosci.

Non si chiede di rifare un gesto. Se hai perso il momento, l'hai perso.

Non si usa il flash. Mai, in nessuna situazione.

Non si intralcia mai un sanitario. Se qualcuno si fa male, si abbassa la camera e ci si sposta. Riprendere un infortunio serio è il modo più veloce per perdere il rispetto di tutto lo staff.

Come si guadagna l'accesso

Qui c'è la cosa che vale più di tutte, e riguarda il rapporto con le persone.

L'accesso vero, quello che ti fa entrare nello spogliatoio o riprendere il pullman, non te lo dà il contratto. Te lo danno le persone, una alla volta, quando si fidano.

Come si costruisce:

Sii impercettibile. Attrezzatura minima, niente luci aggiuntive, nessuna richiesta. Più il tuo lavoro è invisibile, più ti fanno entrare.

Chiedi prima, non dopo. Le regole su cosa si può riprendere si concordano con l'allenatore e con la comunicazione a inizio stagione, non si improvvisano ogni domenica.

Fai vedere il risultato a chi hai ripreso. Un giocatore che si è visto bene in un contenuto tuo, la volta dopo collabora. È l'investimento con il ritorno più alto che esista in questo lavoro.

Impara i confini non scritti. Dopo una sconfitta pesante uno spogliatoio non si riprende. Durante una discussione nemmeno. Nessuno te lo dirà, e chi non lo capisce da solo smette presto di essere invitato.

Non pubblicare tutto quello che hai. È la prova di maturità definitiva. Chi capisce cosa tenere fuori ottiene accesso sempre maggiore; chi pubblica ogni cosa lo perde in una stagione.

Il pass non è un diritto

Un'ultima cosa che vale la pena dire chiaramente: l'accredito è un permesso, non un diritto acquisito.

Chi lo tratta come tale, arrivando in ritardo, girando dove non dovrebbe o pretendendo posizioni, lo perde. Chi lo tratta come un privilegio che va rinnovato ogni settimana lo mantiene per anni.

![L'accesso a bordo campo non è nel contratto. Te lo danno le persone, e te lo tolgono quando smetti di meritartelo.](/api/copertina/bordo-campo-regole-fotografo-social?v=3&frase=L'accesso%20a%20bordo%20campo%20non%20%C3%A8%20nel%20contratto.%20Te%20lo%20danno%20le%20persone%2C%20e%20te%20lo%20tolgono%20quando%20smetti%20di%20meritartelo.)


Da leggere anche

Cosa portarti a casa

  1. Sei l'ultima priorità del campo, e accettarlo è la prima competenza.
  2. Nel dubbio, sta dove stanno i fotografi delle agenzie.
  3. Mai esultare, mai flash, mai intralciare un sanitario.
  4. L'accesso si guadagna essendo impercettibili, non chiedendo.
  5. Non pubblicare tutto quello che hai: è quello che ti fa tornare.

Il presupposto di tutto questo

Rileggendo la scaletta, ogni passaggio dipende da una cosa: arrivare alla domenica con i modelli già pronti.

Se ogni settimana ricostruite la formazione da zero, nessun orario vi salva. E costruire modelli che reggano non si impara guardando il risultato finito: si impara vedendo com'è fatto dentro un file che funziona.

Per questo abbiamo aperto i file originali delle grafiche match day che abbiamo prodotto per Paulo Dybala, quelle uscite davvero sulle sue storie nei giorni di partita. Sono dieci file PSD completi, con tutti i livelli separati e nominati: non template da riempire, ma lavori veri da aprire e smontare livello per livello per capire come sono costruiti, come sono trattate le luci e le ombre, come è impostata la gerarchia. È il modo più veloce per imparare che conosciamo, perché con un template scaricato da internet non puoi farlo: dentro non c'è nessun ragionamento.

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