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Quali numeri guardare davvero ogni settimana

Le statistiche dei social danno decine di dati e quasi tutti sono inutili. Quattro numeri bastano, e uno solo dice se stai crescendo davvero.

Lorenzo e Luca· 6 min di lettura· 21 settembre 2026
In sintesi
  • Smetti di guardare i follower: non dicono se il lavoro funziona.
  • Quattro numeri bastano: visualizzazioni su follower, condivisioni, salvataggi, quanti non ti seguivano.
  • Cinque minuti il lunedì, non ogni giorno.
  • Confrontati con te stesso e con la tua categoria, mai coi club grandi.
  • Controlla dove va il tempo rispetto a dove va il risultato.

Apri le statistiche di Instagram e ti trova venti numeri. Quasi tutti non servono a niente, e guardarli tutti è il modo migliore per non capire niente.

Ne bastano quattro. E uno solo dice se stai davvero crescendo.

Il numero da smettere di guardare

I follower.

Non perché siano irrilevanti in assoluto, ma perché non dicono se il lavoro sta funzionando. Un profilo può guadagnare cento follower al mese e perdere metà della propria visibilità, e viceversa.

Lo spiega bene chi ha gestito una delle crescite italiane più forti. Paul Rogers, allora responsabile digitale dell'AS Roma, in un'intervista raccolta da Social Recap (2018): "Dato il modo in cui gli algoritmi hanno trasformato la fruizione dei post da parte degli utenti, è diventato molto chiaro che i follower senza l'engagement siano soltanto una vanity metric."

E il dato che chiude la questione, riferito alla stagione della semifinale di Champions: "Dei quattro club qualificati per la semifinale di Champions League, la Roma è quella che ha raggiunto l'engagement più alto sui social, nonostante avesse meno follower di tutti gli altri."

I quattro che contano

1. Il rapporto fra visualizzazioni e follower. Se hai cinquemila follower e un contenuto ne raggiunge ottomila, sei uscito dalla tua bolla. Se ne raggiunge ottocento, stai parlando a una stanza mezza vuota.

È il numero che dice se l'algoritmo ti sta distribuendo, ed è il primo da guardare.

2. Le condivisioni. Sono il segnale più forte in assoluto, perché richiedono che qualcuno metta la propria faccia sul vostro contenuto davanti ai propri contatti.

Rogers, nella stessa intervista, spiegava che nel loro metro "una condivisione vale doppio rispetto a una semplice osservazione."

3. I salvataggi. Dicono che il contenuto è utile, non solo gradevole. Su un club valgono soprattutto per formazioni, grafiche e informazioni pratiche.

4. Quanti non ti seguivano. Quasi tutte le piattaforme lo mostrano. È il dato che dice se stai crescendo davvero o se stai solo intrattenendo chi c'è già.

Come si legge una settimana

Cinque minuti il lunedì, non di più.

Guarda i tre contenuti migliori e i tre peggiori. Non i numeri assoluti: il rapporto con la media delle ultime settimane.

Chiediti cosa avevano in comune. Formato, orario, argomento, presenza di persone. Una sola osservazione a settimana è già molto.

Annota. Un file dove scrivi una riga a settimana. Dopo due mesi hai un quadro che nessuna statistica ti darebbe.

Quello che non serve: guardare i numeri ogni giorno. Le variazioni giornaliere sono rumore, e reagirci porta a cambiare strategia ogni tre giorni, che è il modo migliore per non costruire niente.

I valori di riferimento, per sapere se un numero è buono

Il problema di guardare il proprio tasso di coinvolgimento è che da solo non dice niente: serve un termine di paragone.

Secondo Socialinsider (report 2026, su 70 milioni di post pubblicati fra gennaio 2024 e dicembre 2025), questi sono i valori medi del 2025:

  • TikTok: 3,70% (in crescita del 49%)
  • Instagram: 0,48% (in leggero calo)
  • Facebook: 0,15% (stabile)
  • X: 0,12% (in calo)

Due avvertenze prima di usarli.

Sono medie di marchi commerciali, non di club sportivi. E c'è un dato che gioca a vostro favore: secondo il rapporto Rival IQ sui benchmark di settore, le squadre sportive hanno il secondo tasso di coinvolgimento più alto su Instagram fra tutti i settori: 1,3% contro una mediana generale dello 0,36%. Il calcio parte con un vantaggio di oltre tre volte rispetto a un'azienda qualsiasi.

Gli account più piccoli hanno tassi più alti, sempre secondo la stessa fonte. Un club di categoria con duemila follower può quindi superare tranquillamente queste medie, e dovrebbe puntare a farlo.

Il tranello dei confronti

Confrontarsi con club di categoria superiore produce solo frustrazione: hanno pubblico, storia e struttura diversi.

Il confronto utile è con voi stessi tre mesi fa, e con due o tre società della vostra categoria che stanno facendo bene.

E anche lì, guardate il metodo, non i numeri: cosa pubblicano, con che ritmo, che tono usano. I numeri dipendono da fattori che non controllate, il metodo no.

Perché i valori di riferimento vanno presi con le pinze

Vale la pena dirlo, perché è un problema che incontrerete cercando qualsiasi dato.

Molti benchmark sui social e sull'email vengono pubblicati da fornitori di strumenti, che li ricavano dai propri clienti. Campioni auto-selezionati, metodologie diverse, e un interesse a mostrare numeri incoraggianti.

Il risultato è che per la stessa metrica si trovano valori che differiscono anche di diverse volte a seconda della fonte. Non è che qualcuno menta: è che stanno misurando cose diverse chiamandole allo stesso modo.

Due regole per non farsi confondere:

Guardate la metodologia prima del numero. Un rapporto che dichiara campione e periodo (per esempio: 70 milioni di contenuti fra gennaio 2024 e dicembre 2025) vale molto più di uno che dà solo la percentuale.

Il confronto che conta è con voi stessi. Il vostro dato di tre mesi fa è l'unico termine di paragone costruito sulla vostra stessa metodologia, sul vostro pubblico e sulla vostra categoria.

Il dato che quasi nessuno guarda

Dove va il vostro tempo, rispetto a dove va il risultato.

È l'analisi più utile che esista e si fa una volta ogni tanto. Un'analisi del 2023 sulla stagione 2022/23 del Wrexham mostra il caso limite: Instagram generava il 59% del valore con il 36% dei contenuti, mentre X riceveva il 35% delle pubblicazioni e produceva lo 0,9% del coinvolgimento.

Un terzo del lavoro finiva dove non serviva. Prima di chiedersi come crescere, conviene sempre chiedersi dove si sta spendendo il tempo.

Un numero che sale non significa niente da solo. Significa qualcosa solo confrontato con quello che avete fatto per farlo salire.


Da leggere anche

Cosa portarti a casa

  1. Smetti di guardare i follower: non dicono se il lavoro funziona.
  2. Quattro numeri bastano: visualizzazioni su follower, condivisioni, salvataggi, quanti non ti seguivano.
  3. Cinque minuti il lunedì, non ogni giorno.
  4. Confrontati con te stesso e con la tua categoria, mai coi club grandi.
  5. Controlla dove va il tempo rispetto a dove va il risultato.

Se volete il metodo per intero

Questo articolo copre un pezzo. Quello che tiene insieme tutto il resto è il videocorso Digital Football Masterclass: ventun puntate in cui smontiamo il mestiere per intero, dalla costruzione del coordinato grafico a giugno fino alla gestione dei momenti difficili, passando per la scaletta del giorno della partita, il metodo di lavoro settimanale e la crescita dei canali. Dentro ci sono anche le voci di chi questo lavoro lo fa dentro i club: Giacomo Cosua (SSC Napoli), Mario De Lillo (AS Roma), Marco Sirchia (Palermo FC) e Nicolò Pagliettini (Virtus Entella), perché non esiste un solo modo di farlo e sentirne quattro diversi vale più di sentirne uno solo.

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