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Collaborazioni fra club e creatori: quando funzionano

Invitare uno youtuber allo stadio può portare pubblico nuovo o sembrare disperato. La differenza sta in tre cose decise prima.

Lorenzo e Luca· 6 min di lettura· 20 settembre 2026
In sintesi
  • Conta la sovrapposizione del pubblico, non la dimensione.
  • Offrite accesso: è la vostra moneta e non vi costa nulla.
  • Chiedete menzione, diritto di ripubblicare e tempi, per iscritto.
  • Definite cosa non si può fare invece di approvare tutto.
  • Guardate prima chi avete già in curva.

Prima o poi arriva la proposta: un creatore di contenuti locale, uno youtuber di calcio, un tifoso con un seguito importante che chiede di venire allo stadio a fare un video.

Può essere l'occasione che vi porta davanti a un pubblico che non vi conosce, oppure un contenuto che vi fa sembrare piccoli e disperati. La differenza sta quasi tutta in cosa decidete prima.

La domanda che viene prima di tutte

Non è "quanti follower ha". È: il suo pubblico assomiglia al nostro?

Un creatore con centomila persone che seguono i videogiochi vi porta zero tifosi. Uno con ottomila persone appassionate di calcio di provincia vi porta gente che potrebbe venire allo stadio.

Nel calcio locale, la sovrapposizione geografica conta più della dimensione. Un creatore della vostra provincia con cinquemila persone vale più di uno nazionale con centomila.

Cosa potete offrire davvero

Qui i club piccoli si sottovalutano sempre. Non avete soldi, ma avete la cosa che a un creatore serve di più: l'accesso.

Lo spogliatoio, il bordo campo, il pullman. Sono posti dove non entra nessuno e che valgono, per chi fa contenuti, più di un compenso.

Le persone. Un'intervista con l'allenatore, un giocatore che partecipa, il presidente che racconta la storia della società.

L'esclusiva su un momento. Il primo a mostrare la maglia nuova, il primo dentro un allenamento.

Sono cose che non vi costano nulla e che per loro sono materiale che altrove non trovano.

Cosa chiedere in cambio

Va detto esplicitamente prima, altrimenti si finisce con un video bellissimo che non nomina mai il club.

La menzione, e dove. Nel video, nella descrizione, nei commenti fissati.

Il diritto di ripubblicare. Il contenuto deve poter vivere anche sui vostri canali, non solo sui suoi.

I tempi. Quando esce, così potete costruirci intorno.

Una parte del materiale grezzo, se ne ha girato molto. Spesso è materiale che a lui non serve e a voi sì.

Le tre cose da decidere prima

Chi controlla il contenuto. La risposta onesta è: pochissimo. Un creatore che deve far approvare ogni frase produce contenuti morti, e di solito rifiuta. Il compromesso sano è definire cosa non si può fare invece di approvare tutto: non riprendere gli spogliatoi durante la doccia, non fare domande sul mercato, non riprendere i minori senza permesso.

Cosa succede se va male. Un video con toni che non vi rappresentano, o una battuta infelice. Averne parlato prima non lo impedisce, ma vi dà la possibilità di dirlo senza rompere.

Se è a pagamento o no. Va detto chiaramente, e in entrambi i casi va dichiarato al pubblico: una collaborazione pagata non dichiarata, oltre a essere scorretta, è un rischio anche legale.

Un caso italiano con i numeri

Se cercate un esempio di collaborazione con creatori fatta su scala e misurata, ce n'è uno recente.

Nella stagione 2025-26 la Lega Serie A ha realizzato Champions of Made in Italy, un format dedicato alla promozione delle città e delle eccellenze italiane rappresentate dai club. Come riportato da Calcio e Finanza (maggio 2026), il progetto ha coinvolto 60 creatori internazionali, generando 360 contenuti, quasi 200 milioni di visualizzazioni e oltre 13 milioni di interazioni.

Due cose vale la pena notare, al di là della scala.

Il tema non era il calcio. Erano le città, il territorio, le eccellenze locali. È esattamente la materia che un club di categoria ha in abbondanza e che di solito non usa: il campo, il paese, le persone, quello che si mangia lì.

Sessanta creatori per 360 contenuti significa sei contenuti a testa. Non un post isolato: un rapporto, per quanto breve. È la conferma che una collaborazione singola produce un picco e basta, mentre una continuativa costruisce qualcosa.

Gli errori più comuni

Invitare qualcuno solo perché ha tanti follower. Se il suo pubblico non c'entra niente col calcio locale, il ritorno è zero.

Non preparare la giornata. Il creatore arriva e non sa dove andare, nessuno lo aspetta, i giocatori non sono stati avvisati. Il contenuto esce male e la colpa sembra sua.

Farlo una volta sola. Una collaborazione isolata produce un picco e basta. Un rapporto continuativo con due o tre creatori locali costruisce qualcosa.

Dimenticare i vostri tifosi. Se un esterno ottiene un accesso che i vostri tifosi storici non hanno mai avuto, qualcuno se ne accorge. Vale la pena bilanciare, magari coinvolgendo anche loro in qualche modo.

L'alternativa che quasi nessuno considera

Prima di cercare creatori esterni, guardate chi avete già in casa.

Ogni curva ha qualcuno che fotografa bene, qualcuno che scrive, qualcuno che monta video. Sono tifosi, quindi non chiederanno un compenso, conoscono la squadra meglio di chiunque, e valorizzarli produce affetto invece che una transazione.

È il canale più sottovalutato che esista, e costa un accredito e una citazione.

![Non avete soldi da offrire. Avete l'accesso, che per chi fa contenuti vale di più.](/api/copertina/collaborazioni-creator-club-calcio?v=3&frase=Non%20avete%20soldi%20da%20offrire.%20Avete%20l'accesso%2C%20che%20per%20chi%20fa%20contenuti%20vale%20di%20pi%C3%B9.)


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Cosa portarti a casa

  1. Conta la sovrapposizione del pubblico, non la dimensione.
  2. Offrite accesso: è la vostra moneta e non vi costa nulla.
  3. Chiedete menzione, diritto di ripubblicare e tempi, per iscritto.
  4. Definite cosa non si può fare invece di approvare tutto.
  5. Guardate prima chi avete già in curva.

Se volete il quadro intero

Quello che rende efficaci le cose scritte qui non è la singola tecnica: è avere un sistema che tiene insieme contenuti, sponsor, vendite e rapporto con i tifosi.

L'abbiamo raccontato in il videocorso Digital Football Masterclass: ventun puntate in cui smontiamo il mestiere per intero, dalla costruzione del coordinato grafico a giugno fino alla gestione dei momenti difficili, passando per la scaletta del giorno della partita, il metodo di lavoro settimanale e la crescita dei canali. Dentro ci sono anche le voci di chi questo lavoro lo fa dentro i club: Giacomo Cosua (SSC Napoli), Mario De Lillo (AS Roma), Marco Sirchia (Palermo FC) e Nicolò Pagliettini (Virtus Entella), perché non esiste un solo modo di farlo e sentirne quattro diversi vale più di sentirne uno solo.

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