metodo

Come organizzare l'archivio foto e video di una stagione

A fine anno avrai migliaia di file. Se non hai un metodo, quel materiale è perso: esiste ma non lo troverai mai quando serve. Il sistema minimo che funziona.

Lorenzo e Luca· 5 min di lettura· 5 settembre 2026
In sintesi
  • Data al contrario nei nomi delle cartelle: si ordinano da sole.
  • L'avversario nel nome, perché è così che ricorderai le partite.
  • La cartella "Selezionate" è quella che ti fa risparmiare ore.
  • Due copie in due posti, aggiornate dopo ogni partita.
  • Comincia adesso: ogni settimana che passa il lavoro cresce.

È il consiglio più noioso che si possa dare e quello che chi lavora da anni in un club ripete più spesso: archivia bene fin dal primo giorno.

Il motivo è semplice. A fine stagione avrai qualche migliaio di foto e centinaia di video. Se sono in cartelle chiamate "partita", "foto nuove" e "roba da sistemare", quel materiale esiste ma è perso, perché non lo troverai mai nel momento in cui serve.

E il momento in cui serve arriva sempre: un giocatore che se ne va e vuoi ricordarlo, un anniversario, una richiesta della società, un contenuto da fare in mezz'ora.

La struttura minima che funziona

Non serve un sistema complicato. Serve un sistema che si possa seguire anche stanchi la domenica sera.

`` 2026-27 (stagione) ├── Partite │ ├── 2026-09-14 Cesena │ ├── 2026-09-21 Ancona │ └── ... ├── Allenamenti ├── Ritratti giocatori ├── Eventi e presentazioni ├── Loghi e materiali └── Selezionate ``

Due dettagli che fanno tutta la differenza.

La data va scritta al contrario: 2026-09-14, anno-mese-giorno. Così le cartelle si ordinano da sole in ordine cronologico, senza che tu debba fare niente. Scrivere 14-09-2026 sembra più naturale e rende l'ordinamento inutile.

L'avversario nel nome della cartella. Fra due anni ricorderai "quella partita con l'Ancona", non "la sesta giornata".

La cartella "Selezionate" è quella che ti salva

È il trucco che vale più di tutta la struttura messa insieme.

Dopo ogni partita, oltre a scaricare tutto, si prende mezz'ora per copiare le venti o trenta foto migliori in una cartella unica della stagione, rinominandole col nome del giocatore o del momento.

Sembra lavoro in più. In realtà è l'unico modo per avere, a fine anno, una cartella da qualche centinaio di immagini in cui trovi qualsiasi cosa in un minuto, invece di quindicimila file da scorrere.

Quella cartella è anche quella che regali alla società a fine stagione, ed è il genere di cosa che fa rinnovare i contratti.

I nomi dei file

La regola: il nome deve dire cosa c'è dentro senza aprirlo.

Per i ritratti: Rossi_M_2026-27_01.jpg. Per i momenti: 2026-09-14_Cesena_gol_Rossi.jpg.

Non serve rinominare tutto: solo quello che finisce nelle "Selezionate" e nei ritratti. Il resto può restare com'è, tanto lo trovi dalla cartella e dalla data.

Perché archiviare il video conta più di prima

Un tempo l'archivio era soprattutto fotografico. Oggi la parte che serve di più è un'altra.

secondo il rapporto Rival IQ sui benchmark di settore, per le squadre sportive i video sono stati il formato migliore su Instagram, davanti a reel, caroselli e foto. E il materiale video è anche quello che si riusa meglio: una registrazione lunga produce clip per settimane.

Questo cambia una cosa nell'organizzazione: conviene archiviare anche gli spezzoni che non avete usato, con un nome che dica cosa contengono. Sono la riserva a cui attingere nelle settimane senza tempo, ed è materiale che non si può rifare.

Le copie di sicurezza

È la parte che si trascura finché non succede.

Almeno due copie, in due posti diversi. Un disco esterno e un servizio in rete, oppure due dischi tenuti in luoghi diversi. Un disco solo non è un archivio, è una scommessa.

La copia va fatta dopo ogni partita, non a fine mese. Il materiale che perdi è sempre quello che non hai ancora copiato.

Verifica ogni tanto che la copia sia leggibile. Un archivio che nessuno ha mai riaperto è un archivio di cui non sai niente.

Cosa tenere e cosa buttare

La tentazione è tenere tutto. Con i video diventa insostenibile in fretta.

Si tiene sempre: i file originali delle foto selezionate, i ritratti, i video finiti, i progetti grafici sorgente.

Si può alleggerire: le raffiche di foto quasi identiche (una basta), i video grezzi delle partite dopo qualche mese, i file di lavorazione intermedi.

Non si butta mai: niente della prima stagione di un giocatore che poi è diventato importante. Non si sa mai chi diventerà cosa, ed è materiale che non si può rifare.

Il momento giusto per cominciare

Adesso, e non a settembre.

Riordinare un archivio esistente è un lavoro noioso ma finito. Continuare ad accumulare senza metodo è un lavoro infinito che diventa più pesante ogni settimana.

L'archivio non serve a te oggi. Serve a te fra due anni, quando ti chiedono una foto di un giocatore che nel frattempo è diventato importante.


Da leggere anche

Cosa portarti a casa

  1. Data al contrario nei nomi delle cartelle: si ordinano da sole.
  2. L'avversario nel nome, perché è così che ricorderai le partite.
  3. La cartella "Selezionate" è quella che ti fa risparmiare ore.
  4. Due copie in due posti, aggiornate dopo ogni partita.
  5. Comincia adesso: ogni settimana che passa il lavoro cresce.

Se volete il metodo per intero

Questo articolo copre un pezzo. Quello che tiene insieme tutto il resto è il videocorso Digital Football Masterclass: ventun puntate in cui smontiamo il mestiere per intero, dalla costruzione del coordinato grafico a giugno fino alla gestione dei momenti difficili, passando per la scaletta del giorno della partita, il metodo di lavoro settimanale e la crescita dei canali. Dentro ci sono anche le voci di chi questo lavoro lo fa dentro i club: Giacomo Cosua (SSC Napoli), Mario De Lillo (AS Roma), Marco Sirchia (Palermo FC) e Nicolò Pagliettini (Virtus Entella), perché non esiste un solo modo di farlo e sentirne quattro diversi vale più di sentirne uno solo.

Se vuoi andare a fondo

Videocorso DFM

Guarda com'è fatto · 97€

Nessun abbonamento. Lo paghi una volta e resta tuo.

Ricevi i prossimi

Ti scriviamo quando ne esce uno nuovo

Un articolo ogni tanto, niente altro. Ti togli quando vuoi.